HomeAntico TestamentoLamec e il suo canto di morte: Gen 4,23-24

Lamec e il suo canto di morte: Gen 4,23-24

Gen 4,23-24 costituisce, quello che gli esegeti chiamano il canto di Lamec o della spada [note]Cf. Testa, Genesi. Storia primitiva, 346.[/note]. È un frammento poetico all’interno di un testo in prosa. Non è una novità già ne avevamo incontrato uno nel capitolo secondo:

23Lamec disse alle mogli:
«Ada e Zilla, ascoltate la mia voce;
mogli di Lamec, porgete l’orecchio al mio dire:
Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura
e un ragazzo per un mio livido.
24Sette volte sarà vendicato Caino
ma Lamec settantasette».

Il versetto 23 è costituito da un doppio invito all’ascolto rivolto da Lamec alle sue due moglie (v. 23a), segue una doppia motivazione (v. 23b. 24): ad Ada e Zilla corrisponde «mogli di Lamec», alla «mia voce» il «porgere l’orecchio»; all’«uomo» il «ragazzo» e alla «scalfittura» il «livido». È chiaro il parallelismus membrorum [note]F. García López, Yahvé, fuente última de vida: análisis de Dt 8, in Biblica 62 (1981), 25-34; R. Alter, L’arte della poesia biblica (Lectio 3), Roma-Cinisello Balsamo (MI) 2011, 16-28.[/note]. L’opinione comune è che questo verso sia la parte più antica del poemetto, modellata secondo altri canti biblici antichi (cf. Es 15,21; Gdc 15,16; 1Sam 18,7). Il v. seguente contiene la seconda motivazione che è fuori ritmo [note]Cf. M. Greenberg, Understanding Exodus (Heritage of Biblical Israel Series), Vol 1, New York 1969, 97-99.[/note] e per questo sembra essere stata creata ad hoc al fine di collegare il verso poetico con il racconto precedente di Caino (cf. Gen 4,15), moltiplicando la possibilità negativa di vendetta [note]Cf. G. Borgonovo, Genesi, La Bibbia Piemme, Casale Monferrato (AL) 1995, 83.[/note].

Se la fratellanza, la convivenza tra fratelli, ha dimostrato una fragilità nel fratricidio, la storia dei discendenti di Caino con lo sviluppo positivo del progresso culturale, artistico e tecnologico non è meno esposta. Anzi c’è il reale pericolo che quella violenza iniziale si ingigantisca proprio grazie al progresso tecnologico così da non avere più argini, e che questo non sia solo una eventuale possibilità lo attesta il confronto tra il gesto di Caino e quello di Lamec:

  • Caino colpisce il fratello per un motivo religioso, Lamec lo fa a causa di una scalfittura;
  • Caino piange la propria colpa, Lamec invece si gonfia della sua prodezza orgogliosa;
  • Caino invoca da Dio la mitigazione della pena, Lamec affida alla sua potenza guerriera la propria difesa o la vendetta della sua morte;
  • se l’uccisone di Caino provoca una vendetta di sette volte, l’uccisione di Lamec provocherà una vendetta di settanta volte sette.

Nel canto vengono usati due termini «ferita/scalfittura» (peṣaʿ) e «livido» (ḥabûrâ) che ricorrono entrambi nel codice dell’alleanza (Es 20,22-23,33) lì dove, ispirandosi all’antico codice di Hammurabi, la legge del taglione tende a porre un limite agli eccessi della vendetta sulla base del principio di corrispondenza fra danno inflitto e pena:

… Ma se segue una disgrazia, allora pagherai vita per vita: 24occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, 25bruciatura per bruciatura, ferita (peṣaʿ) per ferita, livido (ḥabûrâ) per livido (Es 21,23-25).

Si può ipotizzare che i sapienti israeliti, proprio partendo da questo principio legislativo e dalla constatazione della sua inefficacia, abbiano fatto risalire la causa di ciò alle origini della storia umana e in particolare al fratricidio di Caino e alla sua discendenza [note]Cf. Cryer, The Interrelationships, 26.[/note].

Nella genealogia di Caino il progresso culturale, artistico e tecnologico non è di per se stesso garanzia di superamento della violenza, anzi trattandosi di racconti meta-storici vi è l’amara constatazione che con il dato positivo e la risposta umana al comando divino di soggiogare la terra e di dominare sulle creature animali (cf. Gn 1,28), vi è quello negativo della crescita, con il progresso, della violenza [note]Cf. Wénin, Da Adamo ad Abramo, 114-115.[/note]. La «corsa agli armamenti» ne è l’aspetto più appariscente, ma la violenza inizia già nel quotidiano, nel misconoscimento del rapporto di alterità e dualità fra uomo e donna, come testimonia la poligamia di Lamec [note]Cf. Hamilton, Genesis 1–17, posizione 4356.[/note] e oggi i rapporti spesso violenti uomo–donna.

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